Effetti Biologici

FANGOTERAPIA – Meccanismi d’Azione ed Effetti Biologici

(tratto dal testo “Medicina e Clinica Termale”, Prof. G. Nappi )

"Gli effetti della fangoterapia vengono suddivisi in locali (azioni svolte a livello della sede di applicazione) e generali (azioni a livello di tutto l’organismo).
Gli effetti locali originano da stimoli indotti dalla fangoterapia su singoli distretti corporei ma determinano una risposta di tutto l’organismo e coinvolgimento di numerosi apparati, organi e sistemi metabolici.
A loro volta le reazioni generali indotte dalla fangoterapia possono influire sulla risposta locale. Vi è quindi un rapporto biunivoco tra i due meccanismi ed una somma di azioni.
Un’altra suddivisione distingue gli effetti specifici della fangoterapia, legati essenzialmente al particolare tipo di acqua minerale contenuta nel fango (azione specifica attribuita ai singoli mineralizzatori ed ai gas presenti nell’acqua minerale) e gli effetti aspecifici attribuiti fondamentalmente all’azione biologica e terapeutica del calore (termoterapia) ed alle altre proprietà fisiche proprie della metodica e del mezzo impiegati.
Sia gli effetti specifici che quelli aspecifici possono a loro volta esplicarsi sia a livello locale che generale.
Sono stati effettuati numerosi studi per analizzare i meccanismi d’azione della fangoterapia, sia nel campo della farmacologia sperimentale e della farmacologia clinica che in campo clinico-terapeutico.
Il risultato terapeutico complessivo della fangoterapia è influenzato da numerosi fattori, in parte legati alla reattività individuale del paziente ed in parte dipendenti dal fango e dalle modalità di applicazione.

I meccanismi d’azione della fangoterapia sono in grado di esplicare effetti terapeutici, sia a breve che a lungo termine, nel trattamento di numerose patologie. L’efficacia terapeutica è sostanzialmente legata a:
- meccanismi emodinamici;
- meccanismi neuroumorali e neuroendocrini;
- stimolazione del sistema immunitario ed in generale delle difese dell’organismo;
- azione sul ricambio.

Gli effetti biologici e terapeutici sono fondamentalmente riconducibili a:
-    azione antiinfiammatoria;
-    azione analgesica;
-    azione miorilassante;
-    azione eutrofica;
-    aumentata resistenza verso le noxae patogene esogene ed endogene;
-    azione di stimolo su numerosi processi metabolici;
-    effetti sulla cenestesi generale;
-    altri.

Azioni biologiche terapeutiche e locali della fangoterapia:
-Aumento della temperatura nella sede di applicazione del fango ed anche a distanza per meccanismi riflessi di tipo nervoso e neuroumorale, con interessamento della cute, degli strati sottocutanei e dei muscoli.
-Iperemia ed aumento della capillarizzazione in sede di applicazione, sia diretta che consensuale; l’iperemia locale è una conseguenza sia dell’effetto termico che di mediatori ed agenti chimici ad azione vasodilatatrice la cui liberazione e/o sintesi è incrementata dall’applicazione del fango.
-Stimolazione delle attività metaboliche della cute; tra gli enzimi la cui azione viene esaltata dalla fangoterapia ricordiamo le proteasi.
-Aumento della conducibilità elettrica cutanea con variazione dei potenziali di membrana cellulari.
-Attivazione della diaforesi; lo stimolo termico della fangoterapia è responsabile dell’attivazione dei meccanismi di termoregolazione dell’organismo con variazioni qualitative e quantitative della produzione di sudore.

La perdita di acqua e di Sali con il sudore comporta inoltre adeguamenti omeostatici con partecipazione e mobilizzazione globale del patrimonio idrosalino in tutti i compartimenti idrici. Questa attivazione sul ricambio ha un ruolo determinante nel produrre alcuni degli effetti della crenoterapia esterna.
Nel campo della farmacologia sperimentale sono stati condotti degli studi che hanno attribuito alla fangoterapia influenze locali e antiflogistiche nei confronti, ad esempio, del granuloma di carragenina, dell’attività antijaluronidasica, del pomfo istaminico ecc.

≈ Effetti generali della fangoterapia:
-Aumento della temperatura corporea; l’applicazione di un peloide, anche su una regione limitata del corpo, determina una risposta generale del sistema di termoregolazione.
Qualora il fango ricopra una notevole parte della superficie corporea si può avere anche un aumento della temperatura a livello sistemico.
-Modificazioni emodinamiche, cardiocircolatorie ed ematologiche: l’impegno cardiocircolatorio e del pool idro-elettrolitico sono responsabili di modificazioni emodinamiche generalizzate.
Molti studi confermano un aumento della volemia dovuto ad immissione di sangue dagli organi splancnici, un aumento della velocità di circolo ed una dilatazione capillare. Alcuni autori hanno riportato variazioni del ritmo e della frequenza del polso: il lavoro del cuore aumenta (pre e post-carico).
La pressione arteriosa, sia sistolica che diastolica, tende ad abbassarsi. All’azione vasodilatatrice del calore consegue aumento di volume e pulsatilità dei vasi, arricchimento del circolo capillare ed aumento della velocità di circolo (iperemia attiva).
Modificazioni emodinamiche riscontrate a carico degli organi profondi, con aumentato apporto di sangue, sono state interpretate sulla base di riflessi cutaneo-viscerali oltre che su modificazioni generali indotte dalla fangoterapia a carico dell’apparato cardiocircolatorio.
-Impegno dell’apparato respiratorio: indagini cliniche e strumentali non hanno segnalato variazioni determinanti e significative della dinamica respiratoria. L’azione generale bradipneizzante (non da tutti condivisa) indotta dalla fangatura ed in genere tutte le modificazioni del ritmo respiratorio sono problematiche di origine bulbare, per stimolazione dei centri del respiro.
-Influenze sul ricambio idrosalino: la fangoterapia induce variazioni del patrimonio idrosalino. Come abbiamo precedentemente accennato si verifica una accresciuta eliminazione di sudore con modificazioni qualitative. Tutti i compartimenti idrici sono coinvolti in questo meccanismo di regolazione dell’omeostasi idrosalina.
Alcuni Autori hanno riportato un aumento, altri una diminuzione della quantità di urine emesse in seguito a fangoterapia. Il rene risparmia liquidi concentrando le urine al massimo delle sue possibilità: la densità urinaria tende quindi ad aumentare dopo fangoterapia, mentre si riduce progressivamente dal principio alla fine della cura, testimoniando un riassestamento dell’omeostasi.
-Influenze sul metabolismo lipidico e glucidico: studi effettuati sul metabolismo lipidico e lipoproteico, soprattutto in reumoartropazienti, hanno evidenziato nella fangoterapia una azione normalizzatrice. Il dosaggio del colesterolo totale, specialmente in pazienti con valori iniziali elevati ha fatto rilevare una marcata riduzione.
-Influenze neuroumorali: ricerche sui rapporti tra fangoterapia e sistema neuroendocrino hanno ipotizzato un’ azione di stimolazione aspecifica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene con liberazione di ACTH e mobilitazione a vari livelli di peptidi oppioidi, amine biogene, plasmachininie. E’ riconosciuta una stimolazione del sistema nervoso vegetativo in particolare un’ azione di stimolazione vagale a vari livelli (apparato cardiocircolatorio, apparato digerente, etc.); altrettanto note sono le influenze sulla conducibilità nervosa e sull’aumento della eccitabilità neuromuscolare.
-Influenze sul sistema immunitario: è stato evidenziato come le cure termali in generale e la fangoterapia in particolare possano modificare, attraverso una stimolazione aspecifica, il “terreno” immunologico ed i meccanismi immunitari. In tal senso sono state dimostrate, in corso di fangoterapia, variazioni significative delle IgG ed IgM nonché modificazione della reattività dell’organismo alle noxae patogene."


BALNEOTERAPIA – Meccanismi d’Azione ed Effetti Biologici

"La balneoterapia termale, utilizzando acque minerali terapeuticamente attive, associa alle proprietà fisiche gli effetti biologici e terapeutici esercitati dai mineralizzatori che rendono ogni acqua minerale una soluzione a composizione chimico-fisica peculiare.
Più frequentemente la balneoterapia è impiegata come ginnastica vascolare idrica che consiste nell’immersione di uno o più arti in acqua calde e fredda, rapidamente alternate, all’interno di apposite vasche. La variazione rapida di temperatura determina un’attivazione della circolazione periferica attraverso dilatazione e costrizione alternata delle piccole arterie e dei capillari; l’alternanza di stimoli caldi e freddi in successione contribuisce inoltre a ridurre lo spasmo della muscolatura liscia vasale ed attiva i circoli collaterali.
Dalla ginnastica vascolare traggono beneficio le arteriti aterosclerotiche, il Morbo di Beurger, stasi linfatiche ed edemi post-traumatici ed altre affezioni caratterizzate da riduzione di afflusso arterioso e da rallentamento del circolo venoso.
Il trattamento balneoterapico più utilizzato in stazione termale e’ la balneoterapia generale con acqua termale calda o riscaldata, effettuata in apposite vasche  singole o in piscina.
La balneoterapia termale in vasca ad acqua ferma consiste nella immersione, parziale o completa (ad esclusione del capo) del corpo in acqua minerale."


IDROMASSAGGIO - Meccanismi d’Azione ed Effetti Biologici

"L’idromassaggio costituisce una particolare metodica massoterapica che sfrutta la pressione esercitata da getti di acqua minerale o di rete. Vengono utilizzate a tale scopo vasche dotate di bocchette multiple dalle quali l’acqua mista ad aria ed a volte arricchita con ozono, esce a pressione sufficientemente elevata e comunque regolabile secondo le necessità. I getti sono orientati in direzione centripeta, dalla pianta del piede al torace per favorire la circolazione sanguigna di ritorno.
In stazione termale l’idromassaggio può essere attuato anche in piscine dotate di percorsi di deambulazione in acqua termale nei quali sono poste bocchette orientabili ed a diversa altezza; in questo caso ai vantaggi dell’idromassaggio si associa l’azione di pompa muscolare esercitata dalla deambulazione che stimola ulteriormente la circolazione.
L’idromassaggio in vasca singola può essere attuato anche attraverso apposite lance con getto d’acqua a pressione regolabile che vengono orientate su parti corporee per un trattamento più mirato ed efficace in particolare negli esiti traumatici.
Le azioni terapeutiche dell’idromassaggio derivano dallo sfruttamento contemporaneo dell’azione fisica di massaggio da parte del getto d’acqua, dalla temperatura dell’acqua del bagno e dai principi attivi delle acque termali impiegate.

Trova indicazione soprattutto nelle patologie a carico di:
-apparato locomotore: osteoartrosi, reumatismi infiammatori cronici in fase termale, reumatismi extraarticolari, esiti di traumi e di interventi chirurgici, edemi, riabilitazione motoria propriocettiva ecc.;
-apparato circolatorio: flebopatia ipotonica costituzionale, insufficienza venosa cronica, esiti di safenectomia e sindrome post-flebitica, arteriopatie obliteranti periferiche, fenomeno di Raynaud, ecc.; l’azione concomitante di attivazione del microcircolo superficiale ne indica l’impiego nella panniculopatia edemato-fibrosclerotica.
-cute: azione detergente e tonificante, azione antiseborroica."


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